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11 October

IN QUESTO CIELO

 

 

 

 

 

In giorni

come questo

il mattino è uguale alla notte

col cielo nero, di pece

minaccioso come pensieri latenti 

che impudenti si addensano

Non so invocare il Dio

dei venti

per scatenare il Maestrale

e cancellare nubi

 in questo cielo freddo 

opprimente e avaro

voglio dipingere con le ciglia

un ironico varco

un arco, uno sprazzo

lo sghiribizzo colorato

del dopo pioggia

 

LUNGO LA LINEA MORTA

 
 
 
 
 
E' là
 che giacciono
gli sgangherati  sogni
in mucchi putrescenti
lungo il confine
dell'obliate speranze
 E' là
che si frantuma
si disperde l'energia
che fa di vita
vita
neanche un filo d'erba
nè un rattrappito fiore
nemmeno orme
lungo la linea morta
solo vapori
dall'odore acre
e voci
lontane
di smisurato pianto
 
12 July

LA SIGNORA DEI CONTRARI NUDI

 
 
 
PABLO PICASSO 1930 ACROBATA
 
Pablo Picasso- 1930 - Acrobata-
 
 
 
Quando era triste  cantava e  rideva
quando era allegra piangeva e mordeva
se aveva sete
s'inoltrava nel deserto
se aveva fame
cercava  luoghi di carestia
imprecava per pregare
e pregava imprecando
solo quando amava
amava
cercando con cura meticolosa
chi l'avrebbe  per questo odiata
Era
la signora dei contrari nudi
le scarpe ai polsi, i guanti alle caviglie
camminava a testa in giù
vomitando i giorni 
 
 
 
 
 

IMPRONTE DEL VISSUTO IN ABUSO D'ASSENZA

 

 

 

 

VAN GOGH RITRATTO MALINCONICO 1890

Van Gogh - ritratto malinconico - 1890-

In abuso di assenza

cercava

  impronte del vissuto

sulla roccia profumata d'assenzio

dilavata da torrenti impetuosi

cercava

impronte del vissuto

nella sabbia di una clessidra

rubata alla risacca

le cercava ovunque

nei sospiri del vento

nelle lame di luna

nel sole cocente

nelle cangianti nuvole

il vissuto

unico appiglio

per non morire amore

e tra le tante impronte

cercava

in abuso d'assenza 

quelle indelebili di Artemisia

 la donna

che non sapeva amare

altri

che

LUI

FERMARE IL TEMPO

 

 

magritte%20l'impero%20della%20luce(1)

Magritte- L'Impero della Luce-

Fermare il tempo

e ricordare

le emozioni vissute insieme

un modo per esorcizzare

 il dolore

ricordare il bei trascorsi

per accettare il vuoto

che come spina di acacia

penetra e si  ferma invisibile

in un punto nevralgico

e se lo sfiori duole 

Si può

se si ha amato molto

resuscitare le emozioni, riviverle

una facoltà

che sa

di eternità

e non distingue il passato

il presente il futuro

semplicemente

come l'alba ed il tramonto

esistono

 in noi

come pupille che fissano

lanterne inesauribili di soli e di lune

tra le dune dei pensieri acquosi

e

sono

finchè si_amo

L'ULTIMO CERINO

 

cerino

Lo teneva in tasca

avvolto in carta straccia

sapeva

che un giorno lo avrebbe acceso

con un'unghia

 mentre soffriva il freddo davanti a ceppi muti

 sapeva

che quello era solo l'inizio

di un rigido anomalo inverno 

che silenzioso avanzava bruciando le gemme

 teneva quel cerino

l'ultimo

al riparo da tutto e da tutti

per accendere

al momento giusto

il giusto fuoco

 

 

Puexìa d'amoû pe mæ muæ

 
 
 
Puexìa d'amoû pe mæ muæ
 
 
Tanti cavélli gianchi
cùmme a néje
öggi vispi che amìan sempre luntàn
ti te mesci cianin, ricordu e séje
che anàvimu ai giardìn davanti au mâ
te piaxeiva sciurtì de seja a màzzu
cue e luxiule che ne fàvan cumpagnìa
ghe illuminàva i caruggi ch'ean da puìa
e pe mesciàte te duvéivimu pregä
Oua capìsciu,
 a l'ea tûtta stanchéssa
de n'a giurnà pe a famìggia dedicâ
lavâ , cuxiì,  stiâ e fa u mangiâ
pe fàne stà bén tùtti , a tô certèssa
Mi te ringrassiu  muæ
 pe tûttu quéllu
che cùn l'esémpiu t’ae sacciû inculcâ
perchè a vìtta nu l'é fæta de palànche 
se ghè l’amoû se pô , tùttu se fa
Oua che nuiàtri
semmu quaexi tûtti vêgi
e ti  bisnonna ancùn ti fæ  i rajôe 
 t i pægi suéna
ciû suéna dei tô fìggi
e amiàte cuscì bella
fa ben au côe
♥♥
9 Luglio 2008
dedicata a mia madre Angela , detta Giulina
 92 anni oggi
 ♥♥♥

RITRATTO DI SCOGLIERA

 

 

nervi scogliera

Una sera d'estate

la luna assente e l'orizzonte scuro

solo le onde  illuminano il mare

s'infràngon sugli scogli in bianca spuma

 l'algida risacca bacia i contorni delle rocce

roteando disegna le correnti e gigli astratti

affacciata alla ringhiera

godo con tutti i sensi

l'inesauribile moto proprio della maréa

il profumo inebriante e il sapore di sale

il flusso di vita che emana

sotto la rossa strada ogni onda che arriva

è un rumore sordo , una voce cavernosa

 un richiamo che attira

sembra di avere il nulla sotto ai piedi

 sospesa nelle sensazioni e il quasi desiderio

di essere ghermita

e diventare acqua che si sposa con l'acqua

diventare flusso

 mentre mille passi e mille voci

della gente che passa si disperdono

  divento sorda a ciò che mi circonda, ovattandosi

e sento solo l'immensità

che mi regala

il mare

la brezza diventa carezza

mentre nel cielo nero brilla

l'unica luce

 di fulgida stella polare

 

19 May

LA STANZA SENZA CERI

 

 

 

guttuso%20vedova

Renato Guttuso- La vedova-

 

Lo teneva lì

accanto al letto

nella stanza senza ceri

il cadavere di un amore defunto

Lo teneva lì

in un pensiero oblungo  trasparente

aperto

tra  bambagia di petali

aveva cercato in tutti i modi di rianimarlo

pensando a una morte apparente

e baci, e carezze, e sospiri

e rosari

tanti rosari sgranati con gli occhi

della notte

ma come si può

ri_animare

un corpo senza corpo 

e  senza anima

in una cassa

vuota

che  comincia

a puzzare

anche se coperta di rose

 

©

 

PENSIERO AMOROSO

 

 

fulmine nella nuvola

 

Come il tuono

che non si vede

ma si sente brontolare

 tra le caverne sinergiche di nembi 

che si rincorrono e si scontrano

così è

il  pensiero amoroso

sempre a contare i tempi del lampo

a rischiaràr di rosa e di giallo

un attimo

  solo

e si allontana poi , sempre brontolando,

quando le nuvole rovesciano il nero

e si fa pioggia

di baci sazi

 

©

 

LABIRINTO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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E fu così
che tutti i ricordi
di artificiosi colori
esplosi nei suoi mille occhi
furono seppelliti
sotto una spessa crosta
monocromatica
Quando s'inoltrò decisa
nell'enorme ragnatela
era già stanca
la mosca bianca
di ronzare all'infinito
tra improbabili profumi
di fiori di vetro
voleva vedere
cosa c'era oltre il velo
quando capì
era ormai senza forze
e fu allora
che iniziò il processo
inesorabile
che le indurì il corpo
sempre più avvolto
dal labirinto
di bava
Si vide morire
le ali trasparenti
attraverso l'occhio
ciclopico
dalle mille sfaccettature
mai più usato
da quel giorno
quando l'unica spina
di un'unica vera rosa
lo trafisse
con mille spine di cardo
 
©
 
 

IL TOCCO, IL GUIZZO

 

 

farfalla 

 

La rassegnazione spegne gli occhi

 velandoli di tristezza

dipingendo  di grigio ciò che appare

la notte

è sempre senza luna

il sole  sorge in eclissi

e il firmamento è un buco nero

troppo grande per un solo  pensiero

troppo piccolo per  farlo scomparire

 quel che rimane fuori

rimane esposto all'amore

in attesa

 di una farfalla trasparente

che si posi leggera sulla mano

il tocco

il guìzzo

che riaccende le pupille di colori

e nuova

vita 

 

©

 

18 April

ACQUA ALLA GOLA ( un racconto)

 

 

Non voleva più rimanere in quel luogo così ristretto.

Andava avanti e indietro,  incessantemente e nevroticamente, percorreva chilometri al giorno per rimanere sempre allo stesso punto. Ogni tanto si fermava, rimaneva immobile, pareva quasi non respirasse più, con occhi liquidi  e spalancati  guardava oltre, al di là c'era un mondo che non aveva mai toccato, avrebbe voluto anche lui correre, arrampicarsi sugli alberi che vedeva oltre la finestra, volare come quegli strani animali che cinguettano, leccare il latte come quella massa di pelo  accucciata davanti alla ciotola.

Invece doveva accontentarsi di quella vita piatta, monotona, sempre uguale.  Si, è vero, ogni tanto una mano amica gli regalava qualche  nuovo elemento d'arredo, una pianticella, una roccia col buco, un fiore di plastica. 

E poi , quel disgustoso sapore di mosche secche nel cibo...si sentiva oppresso, voleva uscire, voleva uscire, uscire, uscireeeeeeeeeeeee!!

Non sopportava più la solitudine, non aveva nemmeno uno specchio per guardarsi, non sapeva nemmeno più chi era, come era fatto, di che colore era il suo vestito. 

Quella sera era più nervoso del solito, cominciò a girare vorticosamente, si sentiva l'acqua alla gola, basta, basta!!!

Fece un balzo e schizzò fuori

Mentre saltava, rise felice tra sè e sè , finalmente libero. 

Lo trovarono l'indomani mattina, con la bocca spalancata  nello stupore , gli occhi vitrei, cominciava anche a puzzare .

Il bambino gridò: - Mammaaaaaaaaaaa, Filippo si è suicidato!!  -

-Fa niente caro, ne compreremo un altro.-  Poi prese la paletta, lo raccolse e lo buttò nel cesso, tirando la catena.

Di nuovo con l'acqua alla gola...ma stavolta non gli dava più fastidio, come non gli davano fastidio gli stronzi al suo funerale.

 

 

TESSUTO D'AMORE

 
 
 
tulle1
 
 
 
La quiete della sera
 colora il nostro cielo di morbido  velluto
violetto
 preludio della notte
che cala col suo velo
di tulle
impalpabile e leggero
sui pensieri più dolci
 e su bianca pelle di luna
 che risplende
nel silenzio di nostre parole
e noi
sarti dalle lunghe dita
cuciamo i nostri sogni
d'organza
con fili
sottili
 di seta cruda
sforbiciando l'alba
©  

QUANDO TACE IL VENTO

 
 
Malinconia
 
 
 
 
In quei lunghi momenti di silenzio
quando tace il vento
tutto rimane in sospensione irreale
e non t'arriva il canto
lontano degli uccelli in amore
non sai 
se quel silenzio prelude  la tempesta
che assomiglia al mare
che prima di esplodere in alti spruzzi
placido appare e  dentro si gonfia 
non sai
se preannuncia la morte di pensieri di ieri
tutto tace
e guardi le foglie
immobili
che più non vibrano , e invecchiano
attaccate ad un fragile picciuòlo
e soffi sull'erba
per vederla ondeggiare ancora
insieme ai fiori colorati 
proprio come quando
c'era il vento
e soffi sull'erba finchè hai fiato
ma sei soltanto un sasso
di terra e di carne
scolpito
nell’attesa
 
©
9 April

DIVENTARE SIRENA

 

 

sirena

 

Diventare sirena

per addentrarsi negli abissi del cuore

in apnea di pensiero

scoprire

finalmente

il perchè di relitti affondati

in tempeste travestite da bonaccia

guardare negli occhi i mostri  del buio

dalle bocche spalancate

e i denti come lame

affinare i sensi

per percepire i suoni 

della città perduta

che ancora vive , guizzante,

 nei banchi argentati di memoria

sentire

il cantopianto di megattere 

in amore

rimbalzare ferite sugli scogli

e  poi

tornare su

abbandonando coda e squame

e sentirsi

un attimo prima dell'ampio respiro

né carne

né pesce

©

4 April

IL PESO DEL DESTINO

 
il_peso_del_destino
 
 
Destino beffardo
che gioca con anime salve
sogghigna ridacchia
 e stropiccia
vestiti di carta
cuciti con fili di seta
da mani operose  amorose ritrose
s'impiccia
nei giorni brucati attempati malati
 di sonno e di veglia
e smàccola tutti i pensieri
li mischia barando con mazzi truccati
i re e le regine imprigiona
in maniche corte di voglie
 saltella qua e là tra la gente
racconta del tutto e del niente
destino beffardo
infingardo
giullare del mondo
dal viso rotondo
non guarda mai in faccia nessuno
ha gli occhi bendati, truccati
e ciglia che sbàttono
il tempo
©
04.04.2008 
 
 
 
 
 
29 March

M'ACCAREZZA LA NOTTE

 

cielo_stellato2

Mi lascio accarezzare dalla notte

lascio che il soffitto si spalanchi

al cielo 

con lui mi congiungo

mi sciolgo

in abbraccio sensuale

lascio che l'aria fredda

m'inturgidisca i sogni

taglio a fette la luna

per divorarne spicchi

d'agro e miele

rubo le stelle nòve 

per farne collane diamantine

ogni notte

 si ricompone la mia notte

ridisegnando un cielo

luminoso

immagine e somiglianza

di ogni mio pensiero

amoroso

12.12.2007

©

ESSENZA D'ANCòRA E DI SEMPRE PARVENZA

 

 

amanti(1)

Allacciati nel sogno reale due corpi mutati in Amore

esaltano  esultano in danza  epigramma

anagramma  di R o s e

 sussurri e  silenzi, parole di liquidi occhi socchiusi

e ciglia schermate d'attesa 

mentre l'onda s' avanza e ritrae

lentamente a lambire con flusso

di tantra marea

 luna nuova che bacia  e rischiara filtrando figure

che paiono un velo soffuso di garza di cielo

promesse mentite smentite tra labbra dischiuse

profumi inebrianti muschiati mischiati invischiati

inventano nuova fragranza che sa di nessuno

impronta che fissa un momento

d'assòlo

permane anche dopo il distacco bislacco

racchiuso in conchiglia che s'apre vermiglia

a pensiero carezza 

  montagne  attraversa, resuscita il senso

in essenza 

di ancòra e di sempre

parvenza 

 

27.03.2008

©

24 March

OMBRA CINESE


 

Indossò un velo

sulla carne bianca

si guardò

allo specchio, e si piacque

iniziò a danzare leggera

volteggiando per la stanza

 l'abat_jour

 proiettava il  suo profilo

 nei capelli lunghi

e raccolti

era apparsa una frezza

 come un velo di tristezza

ma nel muro 

si vedeva solo un'ombra

cinese

che danzava

©