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11 October LUNGO LA LINEA MORTAE' là
che giacciono
gli sgangherati sogni
in mucchi putrescenti
lungo il confine
dell'obliate speranze
E' là
che si frantuma
si disperde l'energia
che fa di vita
vita
neanche un filo d'erba
nè un rattrappito fiore
nemmeno orme
lungo la linea morta
solo vapori
dall'odore acre
e voci
lontane
di smisurato pianto
12 July LA SIGNORA DEI CONTRARI NUDIPablo Picasso- 1930 - Acrobata-
Quando era triste cantava e rideva
quando era allegra piangeva e mordeva
se aveva sete
s'inoltrava nel deserto
se aveva fame
cercava luoghi di carestia
imprecava per pregare
e pregava imprecando
solo quando amava
amava
cercando con cura meticolosa
chi l'avrebbe per questo odiata
Era
la signora dei contrari nudi
le scarpe ai polsi, i guanti alle caviglie
camminava a testa in giù
vomitando i giorni
FERMARE IL TEMPO
Magritte- L'Impero della Luce- Fermare il tempo e ricordare le emozioni vissute insieme un modo per esorcizzare il dolore ricordare il bei trascorsi per accettare il vuoto che come spina di acacia penetra e si ferma invisibile in un punto nevralgico e se lo sfiori duole Si può se si ha amato molto resuscitare le emozioni, riviverle una facoltà che sa di eternità e non distingue il passato il presente il futuro semplicemente come l'alba ed il tramonto esistono in noi come pupille che fissano lanterne inesauribili di soli e di lune tra le dune dei pensieri acquosi e sono finchè si_amo
L'ULTIMO CERINO
Lo teneva in tasca avvolto in carta straccia sapeva che un giorno lo avrebbe acceso con un'unghia mentre soffriva il freddo davanti a ceppi muti sapeva che quello era solo l'inizio di un rigido anomalo inverno che silenzioso avanzava bruciando le gemme teneva quel cerino l'ultimo al riparo da tutto e da tutti per accendere al momento giusto il giusto fuoco
Puexìa d'amoû pe mæ muæPuexìa d'amoû pe mæ muæ
Tanti cavélli gianchi
cùmme a néje
öggi vispi che amìan sempre luntàn
ti te mesci cianin, ricordu e séje
che anàvimu ai giardìn davanti au mâ
te piaxeiva sciurtì de seja a màzzu
cue e luxiule che ne fàvan cumpagnìa
ghe illuminàva i caruggi ch'ean da puìa
e pe mesciàte te duvéivimu pregä
Oua capìsciu,
a l'ea tûtta stanchéssa
de n'a giurnà pe a famìggia dedicâ
lavâ , cuxiì, stiâ e fa u mangiâ
pe fàne stà bén tùtti , a tô certèssa
Mi te ringrassiu muæ
pe tûttu quéllu
che cùn l'esémpiu t’ae sacciû inculcâ
perchè a vìtta nu l'é fæta de palànche
se ghè l’amoû se pô , tùttu se fa
Oua che nuiàtri
semmu quaexi tûtti vêgi
e ti bisnonna ancùn ti fæ i rajôe
t i pægi suéna
ciû suéna dei tô fìggi
e amiàte cuscì bella
fa ben au côe
♥
♥♥
9 Luglio 2008
dedicata a mia madre Angela , detta Giulina
92 anni oggi
♥♥♥ RITRATTO DI SCOGLIERA
Una sera d'estate la luna assente e l'orizzonte scuro solo le onde illuminano il mare s'infràngon sugli scogli in bianca spuma l'algida risacca bacia i contorni delle rocce roteando disegna le correnti e gigli astratti affacciata alla ringhiera godo con tutti i sensi l'inesauribile moto proprio della maréa il profumo inebriante e il sapore di sale il flusso di vita che emana sotto la rossa strada ogni onda che arriva è un rumore sordo , una voce cavernosa un richiamo che attira sembra di avere il nulla sotto ai piedi sospesa nelle sensazioni e il quasi desiderio di essere ghermita e diventare acqua che si sposa con l'acqua diventare flusso mentre mille passi e mille voci della gente che passa si disperdono divento sorda a ciò che mi circonda, ovattandosi e sento solo l'immensità che mi regala il mare la brezza diventa carezza mentre nel cielo nero brilla l'unica luce di fulgida stella polare
19 May LA STANZA SENZA CERI
Renato Guttuso- La vedova-
Lo teneva lì
accanto al letto
nella stanza senza ceri
il cadavere di un amore defunto
Lo teneva lì
in un pensiero oblungo trasparente
aperto
tra bambagia di petali
aveva cercato in tutti i modi di rianimarlo
pensando a una morte apparente
e baci, e carezze, e sospiri
e rosari
tanti rosari sgranati con gli occhi
della notte
ma come si può
ri_animare
un corpo senza corpo
e senza anima
in una cassa
vuota
che comincia
a puzzare
anche se coperta di rose
© PENSIERO AMOROSO
Come il tuono che non si vede ma si sente brontolare tra le caverne sinergiche di nembi che si rincorrono e si scontrano così è il pensiero amoroso sempre a contare i tempi del lampo a rischiaràr di rosa e di giallo un attimo solo e si allontana poi , sempre brontolando, quando le nuvole rovesciano il nero e si fa pioggia di baci sazi
©
LABIRINTOE fu così
che tutti i ricordi
di artificiosi colori
esplosi nei suoi mille occhi
furono seppelliti
sotto una spessa crosta
monocromatica
Quando s'inoltrò decisa
nell'enorme ragnatela
era già stanca
la mosca bianca
di ronzare all'infinito
tra improbabili profumi
di fiori di vetro
voleva vedere
cosa c'era oltre il velo
quando capì
era ormai senza forze
e fu allora
che iniziò il processo
inesorabile
che le indurì il corpo
sempre più avvolto
dal labirinto
di bava
Si vide morire
le ali trasparenti
attraverso l'occhio
ciclopico
dalle mille sfaccettature
mai più usato
da quel giorno
quando l'unica spina
di un'unica vera rosa
lo trafisse
con mille spine di cardo
©
IL TOCCO, IL GUIZZO
La rassegnazione spegne gli occhi velandoli di tristezza dipingendo di grigio ciò che appare la notte è sempre senza luna il sole sorge in eclissi e il firmamento è un buco nero troppo grande per un solo pensiero troppo piccolo per farlo scomparire quel che rimane fuori rimane esposto all'amore in attesa di una farfalla trasparente che si posi leggera sulla mano il tocco il guìzzo che riaccende le pupille di colori e nuova vita
©
18 April TESSUTO D'AMORELa quiete della sera
colora il nostro cielo di morbido velluto
violetto
preludio della notte
che cala col suo velo
di tulle
impalpabile e leggero
sui pensieri più dolci
e su bianca pelle di luna
che risplende
nel silenzio di nostre parole
e noi
sarti dalle lunghe dita
cuciamo i nostri sogni
d'organza
con fili
sottili
di seta cruda
sforbiciando l'alba
© QUANDO TACE IL VENTOIn quei lunghi momenti di silenzio
quando tace il vento
tutto rimane in sospensione irreale
e non t'arriva il canto
lontano degli uccelli in amore
non sai
se quel silenzio prelude la tempesta
che assomiglia al mare
che prima di esplodere in alti spruzzi
placido appare e dentro si gonfia
non sai
se preannuncia la morte di pensieri di ieri
tutto tace
e guardi le foglie
immobili
che più non vibrano , e invecchiano
attaccate ad un fragile picciuòlo
e soffi sull'erba
per vederla ondeggiare ancora
insieme ai fiori colorati
proprio come quando
c'era il vento
e soffi sull'erba finchè hai fiato
ma sei soltanto un sasso
di terra e di carne
scolpito
nell’attesa
© 9 April DIVENTARE SIRENA
Diventare sirena per addentrarsi negli abissi del cuore in apnea di pensiero scoprire finalmente il perchè di relitti affondati in tempeste travestite da bonaccia guardare negli occhi i mostri del buio dalle bocche spalancate e i denti come lame affinare i sensi per percepire i suoni della città perduta che ancora vive , guizzante, nei banchi argentati di memoria sentire il cantopianto di megattere in amore rimbalzare ferite sugli scogli e poi tornare su abbandonando coda e squame e sentirsi un attimo prima dell'ampio respiro né carne né pesce © 4 April IL PESO DEL DESTINODestino beffardo
che gioca con anime salve
sogghigna ridacchia
e stropiccia
vestiti di carta
cuciti con fili di seta
da mani operose amorose ritrose
s'impiccia
nei giorni brucati attempati malati
di sonno e di veglia
e smàccola tutti i pensieri
li mischia barando con mazzi truccati
i re e le regine imprigiona
in maniche corte di voglie
saltella qua e là tra la gente
racconta del tutto e del niente
destino beffardo
infingardo
giullare del mondo
dal viso rotondo
non guarda mai in faccia nessuno
ha gli occhi bendati, truccati
e ciglia che sbàttono
il tempo
©
04.04.2008
29 March M'ACCAREZZA LA NOTTEMi lascio accarezzare dalla notte lascio che il soffitto si spalanchi al cielo con lui mi congiungo mi sciolgo in abbraccio sensuale lascio che l'aria fredda m'inturgidisca i sogni taglio a fette la luna per divorarne spicchi d'agro e miele rubo le stelle nòve per farne collane diamantine ogni notte si ricompone la mia notte ridisegnando un cielo luminoso immagine e somiglianza di ogni mio pensiero amoroso 12.12.2007 ©
ESSENZA D'ANCòRA E DI SEMPRE PARVENZA
Allacciati nel sogno reale due corpi mutati in Amore
esaltano esultano in danza epigramma
anagramma di R o s e
sussurri e silenzi, parole di liquidi occhi socchiusi
e ciglia schermate d'attesa
mentre l'onda s' avanza e ritrae
lentamente a lambire con flusso
di tantra marea
luna nuova che bacia e rischiara filtrando figure
che paiono un velo soffuso di garza di cielo
promesse mentite smentite tra labbra dischiuse
profumi inebrianti muschiati mischiati invischiati
inventano nuova fragranza che sa di nessuno
impronta che fissa un momento
d'assòlo
permane anche dopo il distacco bislacco
racchiuso in conchiglia che s'apre vermiglia
a pensiero carezza
montagne attraversa, resuscita il senso
in essenza
di ancòra e di sempre
parvenza
© 24 March OMBRA CINESESENSO INVERSO![]() Mia fotografia del Ponte di Voltaggio ( XIII Secolo)
Nello specchio d'acqua
superbamente il ponte si rimira si riflette rovesciando il senso è lì dipinto nell'acqua in sottile gioco di luci e liquido cielo è lì il narciso di pietra sicuro che nessuno mai potrà cancellare la sua ombra Poi il tuffo dell'anatra © GRANDANGOLONella solitudine del Bosco
tra il mormorìo degli alberi
e il canto dei merli in amore alzo gli occhi e lo vedo quell'angolo di cielo che perfora le fronde un varco riservato ad ali monche che si cercano e talvolta si trovano in quel piccolo grandangolo dove il vento si placa per non turbare spazi e pàr fermarsi il tempo in placido e languido silenzio © 23 March PASSIONE |
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